L'educatore di Antonio Lanzetta

15.10.2025

Il giudice Borrelli giace nella sua auto, parcheggiata nel cortile della sua villa a Raito. Sul volto un'espressione di sorpresa, come se la morte fosse giunta inaspettata, ma non così casuale. Qualcuno gli ha sparato a bruciapelo in testa con una sparachiodi. Fausto De Santis, vicequestore di Salerno, è sul posto insieme all'ispettrice Ferri. Tracciata con un gessetto, nello sportellino del vano portaoggetti dell'auto, una sequenza di numeri all'apparenza priva di senso. Ma quello che inizia come un caso di omicidio isolato si trasforma presto in una serie di delitti che tinge di sangue le strade di Salerno e della costiera. Qual è il nesso tra queste morti? Cosa significano i numeri lasciati con il gesso accanto alle vittime? Tutto sembrerebbe rimandare a un caso ormai archiviato e a un serial killer, l'Educatore, morto da tempo. C'è davvero un collegamento? Anni fa è stato condannato un innocente o si tratta di un copycat? 

                                                 Recensione

L'educatore di Antonio Lanzetta è un thriller psicologico che unisce crudeltà d'azione e stress narrativo per costruire una storia dove viene sviscerata l'esperienza umana del dolore per renderla da personale ad universale al fine di diventare cura per gli altri.

Il protagonista è un uomo tormentato che non riesce a venire fuori da un passato che ha lasciato segni profondi sia esteriormente che nel profondo di un animo ferito dove solo l'integrità e il senso del dovere nel lavoro potevano alleviare una sofferenza che adesso sembrava essere tornata.

Tra presente e passato, che ritorna con la stessa ferocia ed impeto, dosando bene cronaca e psichiatria l'autore sviluppa tramite il protagonista una memoria necessaria a far riemergere una colpa (solo  dimenticata) opportuna per scuotere l'umanità e trovare il coraggio necessario a scavare nel passato per trovare risposta a tanto dolore.

Lanzetta nel romanzo riesce a sviluppare la trama portando avanti diverse linee narrative che, seppur su piani diversi, hanno tutte la stessa capacità incisiva sia nel passato che nel presente, evidenziando la capacità stilistica dell'autore che ad inizio di ogni capitolo crea una dimensione di spazio e tempo legata al luogo in maniera metodica quasi per aiutare il protagonista a riallinearsi con una realtà che sfugge, tramite la luce, i suoni, la pioggia e il vento.

Nel presente una Salerno disincantata da una serie di delitti efferati che si legano a casi precedenti e un ritmo narrativo che, se nel passato sembra essere più intimo, poco alla volta si annulla per diventare sempre più ostile a causa di un dolore che si estendeva lento come un veleno, dettando i tempi per una viaggio catartico dove, solo alla fine, s'intravede una luce di speranza per tornare a vivere restituendo in parte pace con una verità solo immaginabile.

Complimenti ad Antonio Lanzetta per un romanzo che colpisce con la sua forza emotiva, un noir intenso dove ci si allontana in maniera decisa dai modelli precedenti per concentrarsi su una sofferenza e su una umanità complessa, con uno stile che testimonia l'attenzione di un autore che mette a frutto tutta l'esperienza delle tante letture fatte riuscendo però sempre a rimanere originale e distinto.


Antonio Lanzetta è uno scrittore, autore di romanzi fantasy/young adult (La Corte ha pubblicato Warrior e Revolution), e thriller prima con il racconto breve Nella pioggia, finalista al premio "Gran Giallo Cattolica", e poi con i romanzi con Il Buio Dentro, I figli del male, Le colpe della notte.

Il Buio Dentro è stato tradotto in Francia da Bragelonne, pubblicato anche in Canada e Belgio; lo stesso romanzo viene anche citato dal "Sunday Times" come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017.

Tra i titoli pubblicati con Newton Compton ricordiamo L'uomo senza sonno, Delitto in riva al mare, Luna rosso sangue.

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